«Un uomo venuto da lontano»

Scrittura creativa e Poesia«Eccomi, come un idea, un pensiero qualcosa di così prezioso che per non permettere agli altri di scalfirlo lo deturpo e lo ripongo là dove nessuno possa raggiungerlo. Quello che appare è fisico, tangibile ma è la minima parte di un mondo sotterraneo di cui smarrisco le chiavi ancora prima di sapere come usarle e non per negligenza o incuria ma perché così decido vigile e consapevole che perdermi fa morire quello di più intenso che alberga in me ma mi fa soffrire meno quando la vita mi chiede il conto. Come Un uomo venuto da lontano, nato nei meandri delle mie fragilità, cresciuto all’ombra di verità celate, invecchiato senza avere ricordi, offuscato dal battito incerto del mio cuore. Un cuore stanco di battere per scandire solo il passare del tempo, un cuore arido bagnato a stento dalle lacrime di sangue lasciate cadere per essere dimenticate. Un uomo venuto da lontano, sacerdote intimo delle mie emozioni, guerriero e baluardo di vita, linfa dell’anima assopita abbandonata accanto alla felicità dormiente. Di lui non conosco il nome, né l’aspetto, né l’odore. Lontano da un mondo da cui fuggo e di cui non posso fare a meno. Chiudendo gli occhi lo vedo, lo sento, lo ascolto, ma non parla, ansima a stento aliti di vita. Vita di cui ho bisogno per apparire, morte di cui necessito per essere. Nulla sarà in eterno, un pianto di saluto alla vita, un pianto di accoglienza alla morte. Nel mezzo un uomo venuto da lontano. Per ricordarmi che vita è molto più che un pianto. Per ricordarmi che più semplice mi è il lamento, perché a memoria ne conosco lo spartito, ma maestro e compositore di vita sarei, se solo cercassi le note che ne dipingono il quadro»

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