SilenziSilenzi, ovvero Uno nessuno e…è un’indagine sulla follia. Tre volti, tre storie, tre anime, che finiscono sotto la lente inesorabile della finzione teatrale, mai così vere come in una rappresentazione scenica in grado di restituire i processi e gli inganni che sottendono all’emarginaxzione e ai loschi raggiri che il galateo impone verso i cosiddetti diversi. Una comoda etichetta, la pazzia, che è solo la cartina di tornasole di anime particolari, colme di coraggio, capaci di affondare la lama dell’intelletto contro le convenzioni della rispettabilità sociale. Anime come Amina, creatura sospesa tra la vita e la morte, che dal suo capezzale, creduta moribonda, osserva invece minuziosamente le avidità e le meschinerie di un parentado che la vuole morta al più presto per coronare le proprie personali grettezze. Anime come Belluca, impiegatuccio di provincia, travet malandato di giorno, che la notte, complice il buio e la fantasia, si trasforma in un esploratore di mete innumerevoli, che sfilano davanti ai suoi occhi, come dolci miraggi, resi deliziosi dal fatto che non potranno mai davvero essere raggiunte. Anime come la vedova di Luigi Pirandello, maschera dolente di donna tradita, che ha vissuto della vita riflessa di un marito ingombrante, attraversato da paturnie creative e umori bizzosi. Una donna che, vicina simbolicamente a lui, seduta accanto al busto del celebre scrittore, piange e ricorda aneddoti della loro infelice vita matrimoniale.

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