SilenziSilenzi, ovvero Uno nessuno e…è un’indagine sulla follia. Tre volti, tre storie, tre anime, che finiscono sotto la lente inesorabile della finzione teatrale, mai così vere come in una rappresentazione scenica in grado di restituire i processi e gli inganni che sottendono all’emarginaxzione e ai loschi raggiri che il galateo impone verso i cosiddetti diversi. Una comoda etichetta, la pazzia, che è solo la cartina di tornasole di anime particolari, colme di coraggio, capaci di affondare la lama dell’intelletto contro le convenzioni della rispettabilità sociale. Anime come Amina, creatura sospesa tra la vita e la morte, che dal suo capezzale, creduta moribonda, osserva invece minuziosamente le avidità e le meschinerie di un parentado che la vuole morta al più presto per coronare le proprie personali grettezze. Anime come Belluca, impiegatuccio di provincia, travet malandato di giorno, che la notte, complice il buio e la fantasia, si trasforma in un esploratore di mete innumerevoli, che sfilano davanti ai suoi occhi, come dolci miraggi, resi deliziosi dal fatto che non potranno mai davvero essere raggiunte. Anime come la vedova di Luigi Pirandello, maschera dolente di donna tradita, che ha vissuto della vita riflessa di un marito ingombrante, attraversato da paturnie creative e umori bizzosi. Una donna che, vicina simbolicamente a lui, seduta accanto al busto del celebre scrittore, piange e ricorda aneddoti della loro infelice vita matrimoniale.

Una vita che, nello spregio di quanti ormai la considerano soltanto una cariatide, un relitto di donna, cela invece un cuore nobile e una tempra inossidabile, avvolta in un velo di malinconia e di struggente tenerezza. Unite da un ideale filo narrativo e dalle stesse cromie emotive, le storie dei tre personaggi trovano nella musica e nel commento corale di classica memoria, un afflato univoco, che sembra sussurrare ad ogni momento: i veri folli non siamo noi, ma siete voi, voi che applaudite. Concepito da Paolo Enrico Bono, che ne cura anche la regia, e da Francesco Lo Dico e Deborah Pirrera, che ne hanno sviluppato il copione, Uno nessuno e…Silenzi, rielabora in chiave sperimentale due novelle di Luigi Pirandello. Lo scrittore italiano, che più di ogni altro, seppe restituire al reale tutta la sua allucinata surrealtà. L’Associazione Nexus, attiva da più di dieci anni, ripropone uno dei suoi maggiori successi, che continua a riscuotere il plauso della critica e del pubblico. Per il socio fondatore e regista, Paolo Enrico Bono, uno nessuno e…Silenzi, è l’ennesima occasione per presentare l’attività culturale dell’associazione Nexus, impegnata nella promozione di giovani talenti, attività teatrali, cinematografiche, artistiche e giornalistiche. Silenzi ha un solo obiettivo: ridare libertà di parola ai sognatori, oggi sempre più ai margini di questa società vettoriale, che ha come unica ispirazione la squallida solidità del business.

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